lunedì 16 luglio 2012

rettocolite ulcerosa: le allergie possono provocarla

Rettocolite ulcerosa (RCU)
1) Introduzione
2) Epidemiologia
3) Segni e sintomi
4) Cause
5) Diagnosi
6) Terapia
1) Introduzione
La RCU è un disordine infiammatorio del colon ad eziologia sconosciuta con decorso cronico
ricorrente, con alternanza di periodi di remissione con benessere soggettivo e di fasi di acuzie. La
causa della malattia e i fattori che ne determinano l’andamento cronico sono sconosciuti. Le lesioni
(infiammazione, erosioni, ulcere) sono confinate alla mucosa ed alla sottomucosa ed interessano
sempre il retto con eventuale coinvolgimento del restante colon che viene interessato in modo
continuo ed uniforme dall’ano al cieco.
Come il morbo di Crohn può essere una malattia debilitante e può portare allo sviluppo di
complicanze.
Non esiste un trattamento curativo, ma esistono farmaci che possono ridurre in maniera
considerevole i segni e i sintomi della colite ulcerosa e che possono anche indurre una remissione
per lunghi periodi.
2) Epidemiologia
L’esordio della malattia avviene generalmente nei giovani adulti con un picco di incidenza tra i 25 e
i 40 anni, ma tutte le età possono esserne colpite.
In Italia la distribuzione della malattia non differisce da quella degli altri Paesi Europei con 5 -6
nuovi casi/100.000 persone/anno ed una prevalenza di 60 – 70 casi/100.000 persone; tali dati
epidemiologici sono rimasti stabili negli ultimi 25 anni.
3) Segni e sintomi
Il sanguinamento rettale è il sintomo cardine di questa condizione patologica, ma il quadro clinico è
variabile in relazione alla estensione ed alla severità della malattia.
In circa il 30% dei casi la malattia è confinata al retto (proctite), mentre nel 40-50% dei casi le
lesioni si estendono sino al sigma (proctosigmoidite). Nel 30-40% la malattia si localizza sino al
colon discendente (colite sinistra) e nel restante 15-30% sino al trasverso (colite estesa) o sino al
cieco (pancolite) (figura 1).
Le manifestazioni tipiche più frequentemente descritte dai pazienti sono la diarrea con muco e
sangue rosso vivo nelle feci. Altri sintomi che possono essere presenti sono il dolore addominale,
che si risolve con la defecazione, il tenesmo rettale, l’urgenza alla defecazione e l’incontinenza.
La sintomatologia accusata dal paziente dipende più dall’estensione della malattia, mentre l’entità
dei sintomi è secondaria alla gravità delle lesioni; l’esordio può essere subdolo, con possibili ritardi
nella diagnosi, o acuto con anche necessità di ricovero ospedaliero per la presenza di sintomi
sistemici come la febbre, la tachicardia, il dimagramento e l’anemia severa.
La RCU ha in più dei tre quarti dei casi un andamento cronico intermittente con fasi di riaccensione
della malattia seguite a fasi di remissione (spontanea o indotta farmacologicamente), mentre nel
20% circa dei casi la malattia ha un decorso di tipo cronico continuo.
4) Cause
La causa della colite ulcerosa resta sconosciuta; le ipotesi principali riguardano un’origine infettiva,
l’allergia a componenti della dieta, la risposta immunitaria anomala ad antigeni batterici. Nella
patogenesi della malattia sono implicati meccanismi immunologici a livello della lamina propria
che coinvolgono sia la risposta umorale sia quella cellulare. La difficoltà nel capire il meccanismo
immunologico alla base della malattia risiede nel fatto che non è ancora chiaro se le risposte
immunologiche sono appropriate rispetto a un maggior challenge antigenico secondario ad una
risposta infiammatoria, se rappresentano una risposta ad uno specifico agente eziologico o se sono
dovute ad un difetto di base della regolazione della risposta immunitaria a livello della mucosa.
Inoltre, la maggior possibilità di sviluppare la rettocolite ulcerosa in presenza di un parente già
affetto da malattia infiammatoria intestinale indica che un substrato genetico possa giocare un ruolo
importante nello sviluppo della malattia. Vi sono al momento numerosi studi in corso alla ricerca di
mutazioni genetiche in grado di aumentare la suscettibilità alla malattia.
5) Diagnosi
La diagnosi si basa sul quadro clinico, sul quadro endoscopico e sull’esame istologico dei prelievi
bioptici eseguiti durante la colonscopia.
Dal punto di vista dell’attività clinica la malattia può essere distinta in quattro diverse forme:
malattia in remissione e malattia in fase di attività clinica lieve, moderata e severa.
Quando la malattia è in remissione vi è assenza di sintomi e gli esami ematochimici sono nella
norma. La RCU si presenta in forma lieve nel 60% circa dei pazienti: il numero delle scariche
diarroiche è inferiore a 4 nelle 24 ore, il sanguinamento è lieve, incostante o assente e non vi sono
sintomi sistemici. La forma moderata si accompagna a 5-6 scariche diarroiche nelle 24 ore con
sanguinamento costante e sintomi sistemici di accompagnamento di lieve entità. La forma severa,
che insorge improvvisamente o come progressione di un quadro precedente meno severo, è
caratterizzata da più di 6 scariche al dì, sanguinamento evidente e costante, incremento degli indici
di flogosi e segni e sintomi di interessamento sistemico (astenia, febbre, tachicardia).
L’aspetto endoscopico è caratteristico; non è necessario per la diagnosi fare una pancolonscopia, ma
è sufficiente eseguire una rettosigmoidoscopia senza preparazione intestinale. I segni più precoci di
RCU sono la perdita del disegno vascolare sottomucoso con edema ed iperemia della mucosa. Per
determinare l’estensione della malattia è invece indicata l’esecuzione di pancolonscopia.
Nell’infiammazione di grado più severo la mucosa diviene granulare, si osserva friabilità con la
comparsa di piccole emorragie puntiformi (petecchie). Infine, nella forma severa, la malattia si
associa al sanguinamento ed alla presenza di ulcere. Nei pazienti con malattia di lunga durata
possono essere presenti pseudopolipi.
La biopsia andrebbe sempre eseguita: esiste spesso una discrepanza tra l’aspetto macroscopico e
quello istologico. L’infiammazione è prevalentemente confinata alla mucosa: è presente un
infiltrato infiammatorio di leucociti neutrofili, linfociti, plasmacellule e macrofagi che si
localizzano nelle cripte, dando origine a criptite e infine ad ascessi criptici con distorsione della loro
architettura; aumentando l’infiammazione le cellule epiteliali si appiattiscono e vanno incontro
all’ulcerazione.
Nei pazienti con RCU sono comunemente presenti manifestazioni extraintestinali; queste possono
essere sicuramente correlate all’attività della malattia (artropatia periferica, eritema nodoso,
episclerite, afte orali, statosi epatica), possibilmente correlate all’attività della malattia (pioderma
gangrenoso, uveite anteriore), non correlate all’attività della malattia (sacroileite, spondilite
anchilosante, colangite sclerosante) e rare (pericardite, dermatosi neutrofila febbrile acuta o
sindrome di Sweet ed amiloidosi).
La complicanza più seria della rettocolite ulcerosa è il megacolon tossico, urgenza chirurgica,
dovuto ad una dilatazione acuta del colon (diametro trasverso > di 6 cm e perdita delle austrazioni
all’RX addome diretto) durante un attacco severo di colite ulcerosa. Questa complicanza si verifica
nel 5% degli attacchi severi e può essere scatenata dalla somministrazioni di oppiacei e può
necessitare di colectomia d’urgenza.
Il rischio di cancro del colon è un’altra seria complicanza della malattia; la maggior parte degli studi
concorda sull’incremento del rischio dopo 10 anni di attività di RCU totale o estesa,
Il rischio di cancro nei pazienti con proctite ulcerosa (localizzazione di malattia sono nel retto) non
è invece aumentato mentre è minimamente aumentato nella colite sinistra.
I pazienti con colite ulcerosa estesa, che dura da più di 10 anni, dovrebbero iniziare una
sorveglianza endoscopica con colonscopia e mappaggio bioptico con ulteriori biopsie nelle
eventuali aree sospette. Se non risulta displasia la colonscopia andrebbe ripetuta ogni 1-3 anni,
meglio annualmente. In caso di riscontro di displasia severa all’esame istologico vi è indicazione
all’esecuzione di colectomia profilattica.
6) Terapia
Quando ci troviamo di fronte ad un paziente con malattia attiva il primo obiettivo terapeutico è
quello di ridurre i sintomi e di indurre la remissione; il secondo obiettivo è quello di mantenere la
remissione a lungo termine. Queste due fasi del trattamento possono necessitare di una serie di
farmaci, impiegati in dosi diverse e per differenti vie di somministrazione, con il passaggio
dall’induzione della remissione al mantenimento della remissione stessa dopo poche settimane.
I farmaci che hanno dimostrata efficacia nella colite ulcerosa sono la mesalazina, il cortisone e gli
immunosoppressori; da pochi mesi è disponibile nel prontuario terapeutico anche l’infliximab, un
anticorpo monoclonale contro il TNF, fattore fondamentale del processo infiammatorio.
I farmaci che abbiamo a disposizione possono essere utilizzati da soli o in combinazione e con
diverse modalità di somministrazione a seconda del grado di severità della malattia e della sua
localizzazione.
Se la malattia è localizzata distalmente ed ha una attività lieve o moderata si preferisce l’utilizzo per
via topica di preparati a base di mesalazina (figura 3), ai quali si può eventualmente aggiungere
terapia steroidea sempre per via topica. Se la malattia è di grado severo alla mesalazina per via
topica si aggiunge mesalazina e prednisone per via orale. Se compare steroidodipendenza o
resistenza si aggiunge terapia immunosoppressiva con azatioprina o 6-mercaptopurina.
In presenza di malattia maggiormente estesa si inizia con mesalazina orale, quindi si aggiunge
eventualmente mesalazina topica. Se non si ottiene risposta clinica si inizia terapia cortisonica orale
(per i casi meno severi con beclometasone dipropionato, cortisone a bassa biodisponibilità con
minori effetti collaterale rispetto allo steroide tradizionale, per quelli severi con prednisone). Se il
paziente diviene dipendente dal cortisone per il mantenimento della remissione clinica vi è
l’indicazione ad iniziare la terapia con immunosoppressori, mentre nel caso di forme
particolarmente acute, in presenza di un elevato rischio di intervento chirurgico, può essere fatto, in
regime di ricovero ospedaliero, un tentativo terapeutico con cortisone endovenoso e se inefficace
con ciclosporina per via endovenosa. I pazienti con RCU severa, a rischio di colectomia, in
trattamento con cortisone o ciclosporina somministrati per via endovenosa, necessitano di una
stretta sorveglianza clinica (medica e chirurgica) e strumentale (radiografia diretta dell’addome).
Siamo oggi entrati anche per la rettocolite ulcerosa in una nuova era terapeutica, l’era della terapia
biologica: infliximab, farmaco introdotto nella pratica clinica negli USA nel 1998 che si è
dimostrato efficace nella malattia di Crohn luminale e penetrante non responsiva ai trattamenti
“tradizionali”, ha dato evidenza di efficacia in numerosi studi recenti anche nel trattamento della
rettocolite ulcerosa. Può essere utilizzato in quei pazienti che non hanno raggiunto una adeguata
risposta clinica con la terapia convenzionale: i pazienti che rispondono alla terapia di induzione
dovrebbero ricevere successivamente una terapia di mantenimento.
Numerosi studi supportano (evidence-based data) l’utilizzo di steroidi, immunosoppressori e
biologici nel trattamento della colite ulcerosa, ma vi sono alcuni aspetti della terapia con questi
agenti che ancora scarsi o inadeguati.
E’ compito del gastroenterologo avere una chiara idea dei benefici e dei rischi di questi trattamenti
per assicurare al proprio paziente la cura migliore.
Il trattamento chirurgico della colite ulcerosa è limitato ai casi con complicanze o refrattari alla
terapia medica e deve essere affidata a chirurghi con una specifica esperienza nel trattamento delle
malattie croniche intestinali
Trattamento Chirurgico della RettoColite Ulcerosa
La rettocolite ulcero-emorragica (RCU) è una malattia infiammatoria cronica strettamente limitata
al grosso intestino (colon e retto) che risponde, a differenza del Morbo di Crohn, al trattamento
chirurgico. L’intervento chirurgico può essere eseguito in elezione, cioè programmato dopo una
adeguata preparazione o eseguito per necessità in urgenza.
L’intervento in elezione si esegue in caso di RCU ad evoluzione cronica invalidante, per il ripetersi
di crisi successive che influiscano negativamente sulla vita dei pazienti spesso giovani esponendoli
ai rischi di un trattamento corticosteroideo prolungato; è anche consigliato nelle forme con
manifestazioni extra-intestinali che possono avere un miglioramento con l’asportazione del colonretto.
La procto-colectomia restaurativa è la procedura chirurgica attualmente accettata e consiste
nell’asportazione completa di tutto il colon e del retto con ricostruzione della continuità digestiva
attraverso una giunzione fra ileo e l’ano (anastomosi ileo-anale); quest’ultima è realizzata mediante
il confezionamento di un serbatoio ileale o pouch, ideato per evitare in mancanza del retto, il
fastidioso problema della diarrea.
La complicanza più temibile dopo questo tipo di intervento è la deiscenza dell’anastomosi cioè il
cedimento della giunzione fra ileo ed ano; per evitare questo grave problema si favorisce il
consolidamento dell’anastomosi deviando le feci all’esterno per i primi 2-4 mesi attraverso una
stomia temporanea sull’ileo. L’intervento può essere effettuato in due o tre tempi; l’intervento in
due tempi si svolge in due fasi: una prima durante la quale si esegue la procto-colectomia totale e la
ricostruzione ileo-anale con pouch protetta temporaneamente da un ileostomia, la seconda in cui si
chiude la stomia abilitando l’anastomosi al transito fecale. La tecnica che prevede tre tempi
chirurgici aggiunge alla tecnica precedente un primo intervento durante il quale si esegue soltanto
la colectomia totale con ileostomia. Questo ulteriore passaggio serve a mettere a riposo il retto per
favorire l’attenuazione o la risoluzione dell’infiammazione locale e quindi a garantire che la
successiva asportazione del retto e l’anastomosi ileo anale siano eseguite in un terreno più
resistente. Dopo una minuziosa valutazione del caso clinico spetta al chirurgo scegliere la
procedura chirurgica più adatta alla circostanza.
Le condizioni che spesso richiedono un intervento chirurgico in urgenza sono la rettocolite
riacutizzata non sensibile a trattamento medico, la rettocolite acuta fulminante e il megacolon
tossico, condizione estrema nella quale si assiste ad una importante distensione del colon che può
esitare in perforazione. In assenza di miglioramento dopo 72 ore di trattamento medico intensivo è
indicato procedere ad intervento d’urgenza pena il rischio della vita del paziente; l’intervento scelto
dalla maggior parte dei chirurghi è la colectomia subtotale con ileostomia temporanea.
Dopo adeguato miglioramento delle condizioni generali del paziente ( 2-6 mesi circa) si può
procedere all’intervento ricostruttivo con rimozione del retto lasciato in sede e confezionamento del
serbatoio ileo anale.
Il trattamento chirurgico dei pazienti con rettocolite ulcerosa è affidato a chirurghi specialisti che
hanno completato un training specifico in chirurgia colo-rettale

16 commenti:

  1. Ciao ho scoperto il tuo blog per caso,tramite ricerche su internet. A me hanno diagnosticato una RCU tre anni fa,ma ancor oggi ho dubbi.I sintomi gastrointestinali son sempre così vari e simili per tante patologie. Non posso escludere di avere intolleranze alimentari e/o allergie,perchè ho eseguito pochi test finora e con risultati un pò discordanti.Ho provato a seguire una dieta ad eliminazione ma non mi è servito a capire se posso esser o meno intollerante/allergica. Ho eseguito analisi per escludere la celiachia(antiedomisio)ed è risultato negativo.Ma dovrei far altri esami approfonditi(gastroscopie ecc).Manca il test per il lattosio e nichel.(Mia madre è allergica al nichel e intollerante al lattosio e non può mangiar quasi niente.)Molti gastroenterologi escludono che la RCU sia correlata ad allergie alimentari o a intolleranze.Ma di fatto noi malati di RCU possiamo sviluppare intolleranze(quindi non è l'intolleranza a causar la rcu ma la scatena,cioè la attiva,e la rcu può far diventare intolleranti)e allergie.Per ora evito lieviti chimici,faccio da me il lievito madre,il latte non lo digerisco,ma latticini(formaggi,mozzarelle,yogurt)li tollero bene.Almeno credo.Di fatto i sintomi gastroenterici che ho,spesso li associo a qualche alimento(allo stato attuale son riuscita a capire che la fecola di patate innesca in me una bella diarrea)ma nessuno sa dirmi se è dovuto a quello o,semplicemente,è la rcu. Purtroppo.Perchè in merito alle intolleranze(eccetto per la celiachia,nichel e lattosio)gli esami posson essere molto discordanti tra loro.Volevo aggiungere che la RCu si manifesta diversamente da soggetto a soggetto,in età diverse,modalità diverse.C'è chi,come me,non ha mai avuto dolori addominali nè crampi,nè sanguinamenti costanti,ma solo di rado e molto lievi.Se qualcuno legge il tuo articolo passando di qua,perchè pensa di avere sintomi riconducibili a una RCU,vorrei dir loro che è bene che per sapere con certezza quel che si ha,si rivolgano a un centro specializzato in ibd/m.i.c.i. (malattie infiammatorie croniche intestinali).Io,spero di capire se son intollerante o allergica o nessuna delle due...:-)Aggiungo il tuo blog ai preferiy.Ciao!Elena

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  2. grazie mille davvero per questo post.spero e credo possa essere di aiuto a chi leggerà.ti auguro di trovare la giusta strada, il vero colpevol, non è facile,la medicina va ancora un po troppo lenta in merito alle allergie e come dici tu i pareri sono discordanti,ma se noi in prima persona raccontiamo esperienze e mettiamo a disposizione le nostre conoscenze forse in qulache modo contribuiamo alla consapevolezza....grazie tante ciao e ben venuta!

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  3. ciao io ho la rcu da quando ho 133 anni ora 28 sn intollerante a latte e derivati intollerante lievito funghi aceto asparagi cipolla aglio porro crostacei e ora sn in fase attiva e ho un po' di problemi devo capire ancora se ho altre intoll.ho vertigini dolori addom svenimenti

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  4. Che dire? mi spiace tanto sapere che hai ancora problemi, senza latte e lieviti so, per esperienza personale, che si può comunque vivere bene a livello alimentare..è più compromettente avere altri sintomi che devono avere ancora una risposta..ma non può la rcu essere causa dei sintomi che citi? e che senti maggiormente in questa fase senza necessariamente avere altre intolleranze? anche perchè addirittura svenimenti mi sembrano troppo per essere causate da intolleranze, piuttosto allergie e stadi elevati....sinceramente posso solo prendere atto di ciò che ti diranno i medici e farti un forte in bocca al lupo, perchè non vivo con la rcu e non sono medico per cui la mia conoscenza si esaurisce in studi fatti personalmente per conoscere le mie patologie.ciao cara e se t va fammi sapere.

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  5. ho anche fatto la domanda di invalidita' sia per l'inps che asl all'inps neanche la percentuale solo nn idonea alla asl da due mesi attendo risposta eppure mi avevano detto che sarebbe stata riconusciuta in quanto sorella de morbo crhonn

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  6. si la sanità è un po lentina per cosi tante cose.! ti va anche in privato ( l e mail è sotto)o qui se ti fa piacere raccontare come avaete scoperto di essere affette l una da m. di c. e te da rcu? mi sono state nominate qst due malattie per anni ..ad ogni mia visita si ipotizzava un loro coinvolgimento poi negato, vorrei sapere di più su di loro, ma non tramite pareri medici ma grazie ad esperienze. credo che possano aiutarmi di più.solo se t va! grazie tante intanto per la condivisione della tua esperienza sin qui citata.baci e buona fortuna per l usl!

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  7. avevo dodici anni e iniziavo a perdere peso mi addormentavo dappertutto mi rigirarono cm un calzino avevo sempre la febbre alta.feci li esami del sangue e vevo ferritina e globuli bianchi a terra,feci l'esame delle feci x sangue occulto e positivo allora a reggio emilia mi fecero gastroscopia e colonscopia e dichiararo RCU.ma la loro dieta prevedeva il latte mi spostai a roma perchè stavo sempre male ma mai sofferto cn dolori addominali.stessa cura asacol aziotopirina ma via tutto latte derivati frautta e verdura. e e ciclo di ciclosporina per richiudere anche ulcere,è andato bene fino all'anno scorso che ho inziato cn un anno di gastroenteriti.svenimenti e tachicardia.quest'anno ho scoperto allergie a lievito crostacei aglio porro cipolla aceto.la rcu cn l'ultima colon è arrivata fino a su infiammazione quarto grado.cn presenza di due poilipi.curata cn cortisone e flagil.ora prendo ancora cortisone ma ho ancora problemi cm svenimenti tachicardia mercoledi' ho holter.nn trovo piu' la soluzione qualcuno puo' aiutarmi?

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  8. anche io ho tolto un polipo nel cieco ma dalla colonscopia e gli esami del sangue non è risultata la rcu, nessuno si è saputo spiegare il perchè del polipo...hanno scoperto successivamnete le allergie a lievito e frumento e l'intolleranza al lattosio..mi sono sempre chiesta se le allergie hanno provocato un infiammazione duratura nel tempo che ha poi portato a questo...hanno trovato un colon altamente irritato e sanguinante al contatto con lo strumento della colonscopia...aiutarti????quanto lo vorrei! ti posso solo augurare di trovare il medico e la cura più adatti ai tuoi problemi. io a Parma sono stata seguita dal dott. contini che mi sembra molto scrupoloso puoi vegliare l'idea di rivolgerti a lui o, ancor meglio, al centro di Mantova all'ospedale Oglio Pò la dottoressa Iritano è stata favolosa, l'unica ad intuire che il mio problema potesse derivare dalle allergie, per me è stata una manna dal cielo, lavora in gastrologia, lei mi ha tolto il polipo.di più non so che fare. se qualcun altro ha trovato la via giusta grazie ad un bravo medico..spero davvero lo segnali,auguri sinceri e fammi sapere come va ok?ciao ciao. baci

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  9. sn sotto cura a lecce alla clinica petrucciaani e siccome sto facendo cura di cortisone mi hanno detto che nn posso fare le prove allergiche e quindi devo attendere per eseguirle cmq per la rcu è vietatissimo latte e derivati carne rossa perchè producente preteine latte concesso solo carne bianca e formaggio parmareggio stagionato 30-36mesi perchè nn ci sn piu' proteine del latte

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  10. holter fatto cara amica e i battiti sn risultati alti e quindi nn potendo prendere pastiglia per il cuore gocce di lexotan 10 mattina 15 sera per far abbassare aritmia e qindi allevia anche sintoni della rcu.

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  11. che dire?! "mi spiace"è una parola che uso poco perchè io non voglio che si usi quando io sto male!e perchè non serve forse ad aiutarti.ti dico fatti forza! ti consiglio di seguire i consigli medici e il tuo cuore, quando credi, per tue sensazioni, che il medico non è quello giusto,cambia!se invece senti che le cure stiano facendo il giusto percorso abbi solo fede che qlcsa migliorerà! non abbatterti mai, perchè se siamo forti psicologicamente tutto quello che dobbiamo affrontare ci appare più facilmente risolvibile.so che non è semplice, per cui se ogni tanto vuoi urlare la tua stanchezza fallo, è curativo a volte! ma poi, a lacrime asciugate, combatti di nuovo! un salutone cara un abbraccio sincero e se t va mi fa piacere rimane in contatto. venerdi ho la visita allergologica, ti farò sapere. ciao ciao.

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  12. che dire mi mancava solo un calcolo al rene sinistro di 7mm e te cm è andata?

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    1. ho la visita venerdi..uff anche il calcolo è davvero troppo...e basta!!!! ma devi bombardarlo o lo riesci ad eliminare? ciao tesoro ti farò sapere....

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  13. nn lo so ora ho fatto impegnativa x urologo mi dira' lui il da farsi quest'anno ne ho davvero abbastanza certe volte penso e dico tutte a me devono capitare

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  14. Cara Elena il glutine e la caseina sono allergeni potenti/ eliminali. I latticini, se proprio devi mangiarli, riducili alla ricotta di capra e di pecora e alla feta (e magari a un po' di parmigiano grattugiato) e di rado. Non mangiare carne di maiale ed evita i pomodori e i sughi di pomodoro (che sono corrosivi) e la caffeina (sostituisci il caffè normale con quello di cicoria biologico) e bevi tisane anziché tè (dolcifica con miele). I dolci e gli zuccheri sono dannosi (fermentano e sono portatori di danni)/ fatti dolci con farine senza glutine (usa il bicarbonato come lievito- se non lievitano tanto non importa) e con il miele (estratto a freddo) come dolcificante. I fritti sostituiscili con cottura alla griglia e al forno e con aggiunta di olio a crudo al momento del consumo (anche le cotolette si possono grigliare già impanate e poi cospargere di olio biologico crudo e sono buonissime). Mangia tantissime verdure e tanta frutta e bevi tantissimo (l'acqua basica sarebbe curativa). Il bicarbonato di sodio sciolto nella limonata calda azzera l'acidità e fa bene/ meglio ancora farebbe l'ascorbato di potassio (il bicarbonato di potassio con acido ascorbico-per girare e sciogliere i quali non usare cucchiai di metallo ma di legno o di plastica). Bere spremute fresche al posto delle bibite dolci e gasate (che sono puro veleno) e anche dei succhi di frutta commerciali è un'altra abitudine salutare che aiuta molto. Occorre integrare i principi attivi perché sono carenti in caso di CU (se non conosci altro prodotto potresti prendere quello di base del dr Rath, che è completo e, alla lunga, curativo, ma ci sono altri prodotti del dr rath che possono guarirti). Ciao. In bocca al lupo e crepi il lupo.

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